Con il Decreto AI 180/2025 del 17 Dicembre 2025, Il Ministero del Lavoro ha elaborato un “documento chiave” per gestire l’impatto dell’Intelligenza Artificiale lavoro in Italia. Il DDL 180 rappresenta la cosiddetta “messa a terra” del Regolamento AI ACT di cui abbiamo già parlato in precedenza.
Il Decreto AI 180/2025 “in pillole”
Per meglio facilitare il compito di assimilare il Decreto AI abbiamo pensato di riassumere i punti focali che è necessario sapere ed applicare in azienda, con un linguaggio meno tecnico possibile, pensato in particolare per le PMI:
- Obiettivo: Mettere insieme innovazione tech, tutela dei diritti dei lavoratori e inclusione sociale. L’AI è una bomba, ma va gestita con intelligenza.
- Roadmap per le aziende (specie PMI): le linee guida forniscono consigli pratici per adottare l’AI in modo consapevole, fin dall’inizio, e ti permettono di capire se sei pronto (AI readiness), fino ad arrivare al monitoraggio continuo. No agli approcci fai-da-te!
Le 3 mosse fondamentali
- La Formazione è un “Must”: bisogna aggiornare le competenze, le cosiddette soft-skills, facendo upskilling e/o reskilling dei lavoratori, perché il mercato e le tecnologie cambiano velocemente.
- Occhio alle tutele: fondamentale proteggere i lavoratori da discriminazioni fatte dagli algoritmi, dai problemi di privacy (GDPR) e garantire che ci sia sempre una persona a supervisionare i sistemi automatici. L’umanizzazione dell’AI è l’ultimo baluardo di protezione.
- Basta divario digitale: l’innovazione non deve creare più disuguaglianze (tra culture, regioni, nazioni, generazioni, ecc.).
L’AI non è il capo: la persona al centro!
- No alla “Scatola Nera”: L’AI non può decidere in automatico e senza spiegazioni su assunzioni, valutazioni o licenziamenti. Le decisioni devono essere chiare e contestabili.
- Supervisione Umana: L’AI è uno strumento di supporto, non un mezzo di controllo o sorveglianza invasiva. Non può rubare la dignità del lavoro.
- AI Act e GDPR: Il decreto si rifà al Regolamento UE sull’AI (AI Act), che etichetta come “ad alto rischio” i sistemi AI usati per il lavoro (quindi obblighi pesanti), e al GDPR per la privacy.
Lavoro Autonomo e il rischio di “Precarizzazione Algoritmica”
- Opportunità e Rischi: L’AI Generativa è una manna per freelance e professionisti, ma gli esperti ci vedono anche rischi, meno opportunità in certi settori o la dipendenza dalle piattaforme.
- Cos’è la “Precarizzazione Algoritmica”: È quando algoritmi e piattaforme aumentano l’instabilità del lavoro, come nella gig economy, penalizzando chi non è sempre disponibile e riducendo tutele e prevedibilità. Vedasi per esempio le piattaforme di delivery o i corrieri per cui, le linee guida AI cercano di limitare questi fenomeni.
Soldi e aiuti alle aziende per i progetti di “Lavoro Intelligenza Artificiale”
- Incentivi vari: Ci sono fondi, sotto forma di credito d’imposta, iperammortamento e programmi europei per aiutare le aziende ad adottare l’AI in modo equo, diffuso ed efficiente.
Le Linee Guida AI sono un documento “vivo”
- Non è scolpito nella pietra: Le linee guida non sono fisse, verranno aggiornate regolarmente da un Osservatorio specifico, perché la tecnologia corre veloce (legge n. 132/2025).
Insomma, l’Italia sta cercando di dare delle regole chiare all’AI nel mondo del lavoro, per non farci travolgere e per difendere i diritti di tutti!
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